Le nostre materie prime
Rigorosamente siciliane, cuore delle nostre pietanze
Rigorosamente siciliane, cuore delle nostre pietanze
Il Ficodindia è un frutto ricco di qualità: fresco, succoso, dalla consistenza croccante, un gusto zuccherino che conquista il palato un morso dopo l’altro, e ricco di benefici per il tuo ognanismo.
La pianta di fico d’india, l’Opuntia ficus-indica, si presenta come un intreccio di cladodi -detti anche pale- sui quali cresce il frutto, con le caratteristiche tipiche delle cosiddette piante del deserto. Proprio grazie alla capacità di adattarsi ai climi semi-aridi e alla potenza delle radici che riescono a dissodare i terreni vulcanici, il Ficodindia, portato in Europa dal Centro America da Cristoforo Colombo, si è diffuso facilmente nel bacino mediterraneo, special modo nei territori dell’Etna in Sicilia, diventando una coltura di qualità pregiatissima, nonché la prima a ricevere il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta nel 2003 con il nome di Ficodindia dell’Etna D.O.P.
Il Pomodoro di Pachino (località in provincia di Siracusa) è un’eccellenza siciliana, un prodotto la cui fama ha di gran lunga superato i confini dell’isola. Forse non tutti lo sanno, ma dietro questa denominazione ci sono non una, bensì quattro varietà, tutte caratterizzate dalla brillantezza del colore: Ciliegino, Costoluto, Tondo liscio e Grappolo. A rendere questi pomodori così apprezzati sono la bontà del sapore, la polpa e il suo ricco contenuto di vitamine. Da tempo sono oggetto di studi e ricerche, che ne hanno confermato le qualità benefiche. Rendono il meglio di sé in insalata, nelle paste fredde e anche sulla pizza.
L’olio d’oliva è l’indiscusso re della cucina mediterranea, non solo per il sapore unico che dona ad ogni piatto, ma anche per la salubrità.
Come per i vini, anche l’olio possiede le sue caratteristiche e viene assagiato da professionisti assagiatori che ne valutano i tre aspetti principali: il colore, il gusto, il sapore.
Le sensazioni gradevoli dell’olio prendono origine da sostanze che sono naturalmente presenti nel frutto sano e fresco e che costituiscono complessivamente la caratteristica fondamentale dell’olio d’oliva: il fruttato.
Quando le olive vengono lavorate (obbligatoriamente all’interno della “zona di produzione” situata alle pendici dell’Etna), durante le fasi di macinazione e soprattutto di gramolazione tutte le sostanze naturali del frutto si ripartiscono in olio e acqua di vegetazione in funzione del loro coefficente di ripartizione, molto influenzato dalla temperatura.
Ecco perchè un uso accorto della temperatura nell’estrazione comporta una composizione armonica delle sostanze naturali dell’olio, in particolare di quelle responsabili delle caratteristiche organolettiche e, di conseguenza, anche di una maggiore gradevolezza del prodotto.
L’olio extravergine d’oliva DOP Monte Etna rappresenta il condimento ideale sia crudo sia in cottura.
La coltivazione delle arance in Sicilia è antichissima e ne abbiamo notizia fin dal dominio arabo. in particolare, la zona collinare e la pianura circostante il rilievo vulcanico dell’Etna si è andata caratterizzando e specializzando in una coltivazione del tutto particolare. infatti, per effetto delle notevoli escursioni termiche presenti nella zona, si determina nei frutti un accumulo zuccherino e di pigmenti antocianiche conferiscono alle arance il tipico colore rosso della buccia, visibilmente assai piacevole con un gusto e un sapore dolce.
Sono coltivate nella parte orientale dell’isola, tra le province di Catania, Enna e Siracusa, nei territori intorno al vulcano Etna. La natura dei terreni, il clima, le forti escursioni termiche ed il sole, fanno di questo prodotto un esempio unico di elevata qualità e tipicità. Le tre varietà moro, tarocco e sanguinello sono un frutto di stagione, disponibili nel periodo che inizia da metà Dicembre e si conclude a metà Giugno.
Il pistacchio verde di Bronte potrebbe a buon titolo ricoprire la carica di emblema della città: la sua longevità e resistenza, la sua forza di voler sopravvivere a tutte le avversità, addirittura a fruttificare malgrado sia abbarbicato su aride rocce laviche, rispecchiano alla lunga molte caratteristiche del popolo brontese.
Un popolo che non teme il lavoro e la fatica, che ha sempre lottato per portare a casa il necessario.
Dominato e sottomesso per secoli da vassallaggi fuori tempo ed avversità storiche incredibili contro i quali ha sempre lottato tenacemente.
Un popolo che sul pistacchio ha costruito ricchezza, cultura e le proprie tradizioni ma anche l’abitudine del rispetto e della salvaguardia per il territorio nel quale vive.
I frutti del pistacchio, riuniti in grappoli, sono costituiti da drupe allungate, leggermente compresse delle dimensioni di un’oliva, di un colore che, nelle fasi dell’allegagione è di colore rosso e a maturazione varia dal verde-rossastro al bianco-roseo e al giallo-crema.
Ha un mallo sottile, che si sgretola facilmente, l’endocarpo allungato ed un seme unico, aromatico, di colore verde chiaro (i produttori lo definiscono “rosso rubino fuori, verde smeraldo dentro”).
Estremamente gradevole il sapore del frutto allo stato fresco.
Il pistacchio di Bronte [l’oro verde] presenta caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono rispetto al pistacchio coltivato in altre aree siciliane (Caltanissetta o Agrigento) o estere (Medio Oriente, Grecia o California e Argentina).
Frutto di alto pregio, è molto apprezzato e richiesto nei mercati europei e giapponesi per le dimensioni e l’intensa colorazione verde.
La DOP Ciliegia dell’Etna è attribuita ai frutti del ciliegio dolce “Prunus avium L.” famiglia delle rosaceae. Ecotipo Mastrantonio/i nota anche come Donnantonio/i.
Si presenta di colore rosso brillante, di pezzatura medio-grossa, croccante all’esterno, una polpa molto compatta all’interno e peduncolo lungo.
Il frutto è dolce, ma non stucchevole, la bassa acidità conferisce un sapore molto gradevole ed equilibrato.
Rigorosamente siciliane, cuore delle nostre pietanze